UE

L’UE con regime di crescita moderata

Per quanto riguarda l’Ue con regime di crescita moderata pochi giorni fa è intervenuto il commissario europeo all’Economia  Pierre Moscovici spiegando come la crescita dell’area euro è rallentata per vari motivi legati ai paesi dell’Unione Europea  e non solo per la crisi del commercio mondiale.

L’Eurozona è in flessione e viaggia all’1,1%  di crescita rispetto all’1,9% del 2018.

Maglia nera è l’Italia, Moscovici ha precisato che non saranno fatti favori, ritiene che l’Italia sia  un paese fondamentale della zona euro ma che ha una situazione finanziaria complicata ed un debito pubblico molto elevato.

Ovviamente la commissione non è maldisposta nei nostri confronti  ma ci sono delle regole precise che vanno rispettate per il bene complessivo.

Questo giudizio non è  applicato solo al nostro paese ma  a tutti i governi, purtroppo  i  bilanci cambiano di anno in anno e bisogna fronteggiarli in maniera consona attuando delle soluzioni  in grado di migliorare la situazione attuale, non si può restare passivamente aspettando un cambiamento che,  mantenendo la strada intrapresa,  non arriverà mai.

Una risorsa da consolidare è il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità)  si tratta di particolari misure legate all’unione monetaria, in grado di far fronte in caso di choc.

Il suo principale obiettivo è consolidare l’unione bancaria con una rete di sicurezza ( Backstop )  fondamentale se un paese( membro del Mes ) non riesce a fronteggiare da solo una crisi dei suoi istituti.

Questo andamento moderato dell’Europa è dovuto anche alla frenata della Germania, che essendo la prima economia europea, ultimamente ha abbassato la redditività generando un ondata sfavorevole a livello generale.

Infatti l’Agenzia di rating Moody’s ha cambiato il giudizio di outlook da stabile a negativo, generato dalla politica adottata in materia di tassi d’interesse negativi. Questo colpirà le piccole banche che basano principalmente i loro ricavi sui depositi, da qui anche il consiglio della Bce ad innovare e cambiare strategia sulle fondamentali fonti d’affari.

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